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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
bagni di lucca

Violenza sulle donne, Frigo (Lega): “Servono più incarichi a livello direzionale”

Domani, 25 novembre, è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle nazioni Unite nel dicembre 1999, invitando i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG ad organizzare in questa data attività svolte a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della non violenza e del rispetto delle donne.

“Domani tantissime iniziative in tutto il mondo proprio per combattere una violenza che non tende a diminuire, pensiamo solo ai femminicidi in Italia – afferma Annamaria Frigo, consigliere comunale a Bagni di Lucca -, d’obbligo allora, come donna attiva politicamente, interrogarsi su cosa veramente serva per risolvere i tantissimi problemi che ci riguardano“.

“Da anni sostengo – continua Frigo – che per far sentire la nostra voce, per combattere per le nostre esigenze dovrebbero esserci più donne con incarichi a livello direzionale, proprio per portare quella sensibilità verso le tematiche legate al welfare, all’indipendenza economica, alla parità salariale, armi tra le più importanti per combattere la violenza sulle donne”.

“Dobbiamo lavorare per una maggiore “rappresentanza delle donne in politica” – sottolinea -, perché nonostante l’introduzione delle quote rosa, la rappresentanza femminile nei ruoli decisionali rimane insufficiente. A tal proposito vorrei fare un riferimento al neo eletto consiglio regionale toscano, dove nei consiglieri di opposizione si evidenzia un “gap di genere”: infatti, nei ranghi dell’opposizione, su 16 consiglieri regionali ci sono solo due donne; allo stesso tempo, nella maggioranza è stata eletta come vice-presidente del consiglio una donna che non rappresenta quella competenza, quell’esperienza, quell’autorevolezza che una donna leader dovrebbe possedere”.

“Pensiamo alle implicazioni di questa scarsa rappresentanza per le politiche pubbliche – osserva Frigo -. La predominanza maschile nelle posizioni decisionali può portare, infatti, a una visione limitata delle questioni relative alla violenza di genere e dei diritti delle donne. Le esperienze e le esigenze delle donne possono non essere adeguatamente rappresentate, comportando politiche che non affrontano le reali problematiche. Ad esempio, le misure di protezione e sostegno alle vittime possono risultare inadeguate se non si tiene conto delle esperienze dirette delle donne, e si può verificare una minore priorità assegnata alla violenza di genere all’interno dell’agenda politica, che può tradursi in un finanziamento insufficiente per servizi vitali come rifugi, consulenze e programmi di prevenzione, e si possono perpetuare stereotipi di genere e disuguaglianze strutturali, rendendo più difficile la promozione di una cultura di rispetto e uguaglianza”.

“Assolutamente necessario dunque – continua Frigo – un cambiamento culturale che supporti la leadership femminile, perché le donne in posizioni di leadership sono spesso più motivate a promuovere e sostenere iniziative contro la violenza di genere. La loro assenza può limitare la capacità di mobilitare il supporto necessario per campagne di sensibilizzazione e cambiamento sociale, scoraggiare la denuncia e la ricerca di aiuto”.

“In sintesi – conclude -, la scarsa rappresentanza femminile non solo limita la diversità di pensiero nelle decisioni politiche, ma ha anche conseguenze dirette sulla qualità e l’efficacia delle politiche pubbliche in materia di violenza di genere”.

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