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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
il teatro è servito

Stefano Massini, un narratore di razza: Ariosto e la Garfagnana all’Alfieri

Ieri, nel calendario del festival “Mont’Alfonso sotto le stelle”, il grande scrittore, narratore e drammaturgo Stefano Massini ha raccontato Ludovico Ariosto. Lo spettacolo è stato spostato al Teatro Alfieri sempre per le incerte condizioni meteo.

Vi devo dire che è la prima volta che sento – e ne ho sentiti parecchi – un racconto sull’Ariosto che mi ha totalmente catapultato nel periodo storico in cui nacque, visse e che ha raccontato facendo capire meglio le sue motivazioni per i suoi scritti.

Il mantra del suo racconto è stato trovare la risposta alla domanda che Ippolito D’Este fece ad Ariosto: “Dove avete voi trovato, Messer Lodovico, tante fanfalucche?” Un ritornello che si ripete per tutta la narrazione, alla ricerca della risposta. E la risposta viene, appunto, dalla sua storia e dal suo tempo.

Il periodo storico è, ovviamente, fondamentale per la sua narrazione. Un periodo, quello del rinascimento, che è incredibile per le cose che accadono: da un lato le grandi scoperte, come quella dei nuovi mondi (sia l’Asia che l’America), poi la scoperta dell’archibugio, capace davvero di essere offensivo e di cambiare totalmente il modo di fare la guerra; quindi la scoperta e l’uso della stampa a cui si aggiunge il nuovo rigore religioso che viene da Martin Lutero e che si diffonde rapidamente nei paesi più a nord. Poi le guerre, tantissime, e, per buona parte, proprio combattute in terra italiana, o meglio, nelle varie signorie e nei diversi ducati in cui era suddivisa la nostra penisola.

Tutte queste cose. in qualche modo, rimescolarono il mondo che arrivava agli occhi di Ariosto e che, per certi versi, voleva rifiutare e tornare indietro, riportando nel “suo” mondo una narrazione che, ormai, non esisteva più; creandola lui, nell’Orlando Furioso, quella dei cavalieri erranti, di maghe, di mostri mitologici, di lune stregate. Il tutto con uno sguardo acuto sul potere, sull’animo umano e sulla follia.

Ecco il racconto di Massini, lucido, con una visione ben chiara della situazione vissuta da Ariosto, senza dimenticare il suo periodo a Castelnuovo di Garfagnana.

Sono stata a Ferrara. La prima volta a vedere una bellissima mostra proprio su Ariosto; poi ho visitato il palazzo degli estensi. Devo dire che mi ha dato – è strano lo so – la sensazione di esserci già stata; che quel posto non fosse affatto sconosciuto, anche se era la prima volta che andavo (poi l’ho approfondito quando nel 23′ c’è stato il concerto di Springsteen). Perchè il mondo di Ariosto lo abbiamo metabolizzato, ma non era mai stato tanto chiaro, come ieri sera.

Insomma, Massini è totalmente coinvolgente. Ti stupisce ogni volta. Di lui ho parlato a lungo quando ho raccontato dello spettacolo “Matteotti, anatomia di un fascismo“, qua su La Gazzetta, recitato da Ottavia Piccolo e scritto priprio da lui, in cartellone al Teatro Alfieri. Lo potete recuperare nella mia rubrica.

E che dire, poi, della sua trasmissione su Rai 3, “Riserva indiana”: una piccola messa in onda di circa 20 minuti che andava trasmessa dopo le 20, con cantanti e musicisti di successo come ospiti, capace di esprimire in pochi minuti dei concetti grandiosi sulla nostra cultura e sulla nostra storia; sul bene e sul male e, sopratutto, capace di riconciliarti col mondo. Per chi se la fosse persa, le puntate si possono rivedere sul sito online della Rai e Massini, ieri sera, mi ha confermato che continuerà anche nella prossima stagione.

Questo spettacolo su Ariosto è stato un unicum per noi e per “Mont’Alfonso sotto le stelle”, e tutto il pubblico lo ha molto apprezzato: si è visto dagli abbondanti applausi a fine spettacolo. Il Teatro Alfieri era pienissimo. Lo spettacolo è durato piu di un’ora e 30 ed è volato. Ed era inframezzato anche da letture tratte dall’Orlando Furioso che non sono cosi facili da capire e ascoltare.

Un grande prova di teatro e di narrazione.

Seguitemi, nella mia rubrica “Il teatro è servito”, ovviamente insieme a tutto quanto fa spettacolo. Massini non mancherà mai in questa rubrica. Un esempio per tutti, per la cultura e per lo spettacolo.

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