back to top
Pubblicità
Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
il teatro è servito

Buon sangue non mente: Filippo canta Ivan, Graziani-show alle Verrucole

Il 31 sera, nella bellissima Fortezza delle Verrucole, al tramonto, si è esibito, per il festival “Mont’Alfonso sotto le stelle”, Filippo Graziani. Voce e chitarra, con due musicisti bravissimi che lo accompagnavano: Francesco Cardelli, anche lui chitarrista, e Stefano Zambardino, alla tastiera.

Filippo è un musicista piuttosto affermato ed ha al suo attivo due album personali, poi si è dedicato a riportare in scena la musica del padre Ivan Graziani. Addirittura ha messo mano, insieme al fratello, negli archivi del papà e ne ha ricavato un album di inediti uscito nel 23 dal titolo: “Per gli amici,.

“Lavorare a questo disco – ha raccontato Filippo in un’intervista – ha avuto anche implicazioni emotive, proprio perché i nastri erano pieni di dialoghi, e risentire la sua voce è stato per me un vero colpo”. Quando il padre è morto, lui era ancora troppo giovane. Si è un po’ rammaricato con il pubblico, perché in pochissimi hanno detto di averlo acquistato.

Ivan Graziani è stato un cantautore importante nella scena musicale italiana, con al suo attivo un sacco di successi come “Pigro”, “Lugano addio”, “Monna Lisa”, “Firenze” o “Agnese”; questi bellissimi brani sono stati riproposti da Filippo che ha una voce, praticamente, identica al padre e con un modo di cantare in falsetto molto simile a lui. È stato come fare un tuffo nel passato!

Un’operazione nostalgia che abbiamo già provato con Alberto Bertoli, che venne lo scorso anno al Teatro Alfieri, cantando anche lui i bellissimi pezzi del padre, Pierangelo, addirittura riproponendo la voce del padre in duetto con lui.

Un altro figlio d’arte era in cartellone quest’anno nella stagione teatrale del Teatro Alfieri, Paolo Jannacci, figlio di Enzo, anche lui musicista incredibile che ha proposto vari brani suoi e del padre, con la stessa ironia, un po’ sorniona, di Enzo; il suo spettacolo era appunto: “In concerto con Enzo”.

Sarà che buon sangue non mente, ma tutti e tre hanno dato prova di avere qualcosa da dire e da raccontare; poi stiamo parlando di autori, i genitori, grandissimi. Il fatto di proporre il repertorio dei padri, potrebbe non essere una gran cosa se non fosse che, appunto, si tratta di autori incredibili e che ci fa assolutamente piacere ascoltarli.

Rimane ancora un figlio d’arte: Cristiano de André, anche lui è nel cartellone del festival. Cristiano è forse più conosciuto dei tre precedenti, perché è il più grande di età e ha fatto un percorso, anche lui, tutto suo. Ora che ripropone il repertorio del padre non vedo l’ora di ascoltarlo. Le canzoni di Fabrizio de André le ascolto sempre volentieri, perciò, a maggior ragione, mi fa piacere riascoltarle proposte dal figlio.

Sì, è vero: si tratta di un tuffo nel passato con autori e canzoni che fanno parte della nostra storia musicale, quella principalmente degli anni 70/80; ma quanta buona musica ci è arrivata da quel periodo!

Seguitemi nella mia rubrica “Il teatro è servito”, che continuerà a raccontare di teatro e di musica. E, molto presto, anche di “De Andrè che canta De Andrè”. Non vedo l’ora!

Dalla homepage

Ultimi articoli in Il teatro è servito