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Redazione
ANNO XIVdomenica 1 Novembre 2026
radici e orizzonti

Paolo Venturelli, il medico garfagnino emigrato alla corte del Re di Polonia

Nel cuore del Settecento, un medico nato a Molazzana, in Garfagnana, si ritrovò a svolgere un ruolo di primo piano nella corte reale di uno dei regni più vasti d’Europa. Paolo Antonio Venturelli, classe 1747, non fu solo un medico stimato: fu consigliere personale del Re di Polonia Stanislao II Poniatowski, ultimo sovrano della Confederazione polacco-lituana. Lavorò a stretto contatto con la monarchia in un periodo di grandi riforme e tensioni politiche, tanto da essere insignito della nobiltà polacca nel 1792.

Eppure, fino a tempi recenti, Venturelli era quasi totalmente sconosciuto nella sua terra natale. La sua figura è riemersa grazie alla memoria orale tramandata da alcune discendenti e a un curioso dettaglio: un paio di orecchini appartenuti alla nipote adottiva Marianna Stietka, nata nel 1787 a Zaslavia (oggi in Ucraina), che Venturelli portò con sé in Garfagnana. Marianna, cresciuta in Italia, sposò in seguito un Quirici di Colle di Castelnuovo, legando definitivamente la sua storia a quella del territorio.

Ma cosa spinse Venturelli a lasciare la Garfagnana per diventare medico in Polonia? Al momento, non lo sappiamo. Le ragioni della sua partenza restano avvolte nel mistero. Sappiamo che fu un uomo colto, intraprendente, e che si inserì con successo in ambienti di altissimo livello. Ma per comprendere davvero il suo percorso, servirebbero ricerche approfondite presso l’Archivio di Stato di Varsavia, che conserva atti e documenti che lo riguardano. Un enigma storico ancora da risolvere.

Nel 1794, in seguito alla terza spartizione della Polonia e all’abdicazione del re, Venturelli lasciò il paese insieme alla moglie Anna Mianowski e alla giovane Marianna. Tornò in Garfagnana portando con sé frammenti di un mondo in dissoluzione.

La sua carriera non si fermò lì. Nel 1797, sotto la Repubblica Cisalpina, fu nominato membro dell’amministrazione del Dipartimento delle Alpi Apuane e, pochi mesi dopo, Napoleone Bonaparte lo designò seniore del Corpo Legislativo. Un garfagnino che non solo emigrò, ma seppe inserirsi nei vertici politici di due nazioni diverse.

Studiare storie come quella di Paolo Venturelli ci ricorda quanto l’emigrazione sia un fenomeno complesso e sfaccettato, fatto di scelte individuali, contesti storici e percorsi inattesi. 

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