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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
il senso invisibile

Visibile e invisibile: il filo che unisce il Duca Frate, Orlando e Filippo passa da Castelnuovo

Ci sono storie che si leggono. E altre che si attraversano. Poi ci sono quelle che non si vedono, ma si sentono: come un respiro antico che abita i luoghi e li trasforma. Castelnuovo di Garfagnana è uno di questi luoghi.

Un borgo dove il visibile e l’invisibile si incontrano con la naturalezza del tempo che passa, ma non svanisce. A unirli è un filo sottile, mai dichiarato, che lega tre figure inaspettate: Giambattista d’Este, Orlando Furioso e Filippo, protagonista della tragedia alfieriana.

Tre personaggi distanti, appartenenti a mondi diversi – religioso, cavalleresco, politico – eppure accomunati da un’unica tensione: la perdita che genera trasformazione.

Il Duca Frate, dopo la morte della moglie, abbandona la corte e si fa francescano, trovando proprio a Castelnuovo il suo luogo di silenzio e rinascita.

Orlando, creatura di Ariosto, perde il senno per amore e attraversa un vuoto esistenziale da cui rinasce diverso – e proprio Ariosto viene inviato a Castelnuovo da Alfonso I d’Este,bisnonno del duca frate  in un legame sotterraneo tra l’autore, il personaggio e il luogo.

Infine Filippo, ispirato a Filippo II di Spagna, è parente della moglie del Duca Frate, Isabella di Savoia. Anche lui è un uomo che si consuma nel sospetto e nella solitudine del potere. Non si redime, ma la sua tragedia lo rende specchio della fragilità umana.

E Castelnuovo è il palcoscenico invisibile di questa rigenerazione. Qui non ci sono statue, né grandi musei: ci sono chiostri, strade, silenzi che parlano al viaggiatore attento in cerca di autenticità lontani dal frastuono della quotidianità e dalla movida.

Romina Marovelli

Mi chiamo Romina Marovelli e sono una curatrice sensoriale. La mia esperienza nasce, da oltre 20 anni, dall’azienda casearia di famiglia e si evolve poi nello shop Marovelli che raccoglie eccellenze selezionate per offrire abbinamenti di qualità tra formaggi, vini, distillati e specialità gastronomiche. Parte del mio lavoro è la selezione di cantine direttamente in cantina, esplorando e scegliendo etichette che esprimano al meglio il legame tra terroir e sensorialità.
Oltre ad essere Food e Beverage certificata Luiss e tecnico sensoriale ONAF, ho sviluppato il Centro Studi “La Penisola dei Sensi”, un luogo dedicato alla ricerca sulla cultura del cibo e della salute. Attraverso smellwalks, degustazioni, workshop e consulenze, faccio emergere il sapere antico dei monasteri e lo connetto con la maestria contemporanea dei Sarti del Cibo. Collaboro con realtà come Felicetti, Valdotaine e Medicina in Cucina tra cui allergologi, integrando l’esperienza sensoriale con un approccio al benessere consapevole.
Il mio lavoro si estende anche al design olfattivo, con cui trasformo il racconto della storia in un’esperienza sensoriale immersiva. Memoria, emozione e territorio si intrecciano nei miei percorsi, offrendo un modo nuovo di vivere il cibo e il benessere.
Su “La Gazzetta del Serchio” (www.lagazzettadelserchio.net) curo la rubrica “Il Senso Invisibile“.

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