Si interroga sul perché fare arte oggi abbia ancora un senso, e sulle profondità del processo creativo che è sempre diverso per ciascuno, la sesta edizione di InComune, la grande mostra collettiva che dà voce alla Valle del Serchio, coinvolgendo 44 artisti diversi che nell’arte riconoscono un luogo di ricerca condivisa. Ideata da Giorgia Madiai e Kerry Bell, InComune VI è parte di Barga Castello dell’Arte, il progetto del Comune di Barga per l’arte contemporanea curato da Gian Guido Grassi e realizzato da Start Attitude. L’inaugurazione è prevista per sabato 29 agosto alle 18:00 alla Galleria Comunale e nell’Atrio del Palazzo Comunale. L’esposizione resterà visitabile fino al 27 settembre.
In un tempo segnato da tensioni e conflitti, così come dall’inarrestabile ascesa dell’intelligenza artificiale, la mostra riflette sull’esistenza di uno spazio interstiziale all’interno del quale sia ancora possibile ricorrere all’immaginazione, all’intuito e alla libertà per generare opere che dialogano con i loro creatori, con chi le ammira e con il territorio.
L’esposizione restituisce così, attraverso opere che incrociano il lavoro di veterani e giovani artisti, uno spaccato del territorio che risponde alla domanda di fondo: fare arte non è soltanto ancora possibile, ma necessario. E il sottotitolo di InComune VI, Risponde la poesia, è la rappresentazione più evidente di questo intento.
Quarantaquattro gli artisti coinvolti: si tratta diCandida Abbondio, Leonardo Aguaisol, Alessandro Ballerini, Fabrizio Batuello, Chris Bell, Emanuele Biagioni, Paolo Biagioni, Manuela Bollati, Filippo Brancoli Pantera, Aurora Bresci, Francesca Chiantarano, Cinzio, Michele Citti, Marco Contu, Roberto Costa, Giuseppe Cristofani, Fabrizio Da Prato, Mattia Desideri, Simone Garofalo, Aurora Giampaoli, Manuela Giannasi, Anna Rita Giannotti, Giuseppe Gusinu, Cristina Hunt, Keane, Swietkan Nicholas Krazcyna, Helena La Rota Lopez, Giorgia Madiai, Gianfalco Masini, Pietro Matteini, Giulia Noeyes Salomone, Luigi Paolini, Pier Luigi Puccini, Sandra Rigali, Giulia Santarini, Denise Shanti, Daniele Simoni, Laura Stevenson, Andrea Tessieri, Stefano Tommasi, Leonardo Turri, Tatiana Villani, Petra Wend e Myung Hwa Yoo.
“L’arte tutta – è il commento della sindaca di Barga, Caterina Campani – esplica un potente ruolo di inclusione, perché si apre al territorio, alle persone che ne fruiscono e che la interpretano secondo il loro sentire. L’arte che viene generata su scala locale, intessendo uno stretto dialogo con la comunità, riesce se possibile ad amplificare ulteriormente questo suo ruolo sociale. InComune è ogni anno di più una rete che unisce artisti, cittadini, visitatori esterni e istituzioni”.
“Il nostro obiettivo – spiega Gian Guido Grassi – è anche quello di andare oltre l’esposizione in sé, creando momenti di confronto non solo tra le opere, ma anche tra gli artisti, per stimolare connessioni tra generazioni che lavorano con metodologie e media differenti. La mostra conterrà infatti pitture, sculture, installazioni e molti materiali diversi. Gli artisti coinvolti dalla nostra domanda iniziale hanno toccato una enorme pluralità di temi estremamente attuali nel rispondere, che adesso si riflettono nelle loro opere. InComune – conclude Grassi – è ormai diventata un format consolidato, un appuntamento fisso che genera un dialogo autentico tra opere, artisti e comunità”.
La mostra sarà visitabile fino al 27 settembre, dal venerdì alla domenica, in orario 17:00 – 20:00.







