Incontriamo oggi, per la rubrica “Radici e Orizzonti”, il musicista Severiano Paoli, nato a Castelnuovo di Garfagnana ma da anni residente nei Paesi Bassi.
Severiano si è diplomato in contrabbasso presso l’Istituto Musicale “L. Boccherini” di Lucca sotto la guida di Gabriele Ragghianti, ha proseguito la sua formazione al Prins Claus Conservatorium di Groningen e con Wolfgang Güttler. Ha approfondito la musica antica con Margaret Urquhart e Robert Franenberg, partecipando inoltre a masterclass con celebri contrabbassisti come Thierry Barbè, Rinat Ibragimov, Dorin Marc e Catalin Rotaru. La sua attività concertistica lo ha portato a collaborare con numerose orchestre e ensemble internazionali, tra cui Orfeo 55, Anima Aeterna, Auser Musici, Nederland Philharmonisch Orkest, Noordpool Orkest, Camerata Strumentale di Prato e l’orchestra del Festival Puccini. Con Auser Musici ha inciso “Il Bajazet” di Gasparini (Glossa Music, 2014) e partecipato alla prima moderna de Il Girello di Jacopo Melani (2017). Nel 2018 ha vinto la competizione dei Viennese Bass Days di Amsterdam nella categoria strumenti storici e, dal 2024, è endorser Eastman.
Grazie Severiano per questa breve intervista. Dimmi, cosa ti ha spinto a lasciare la Valle del Serchio per lavorare all’estero?
Con il mio tipo di lavoro non ci sarebbe stata ragione di rimanere. La scena musicale garfagnina è praticamente inesistente, sia a livello didattico che professionale.
Come descriveresti la tua vita oggi rispetto a quella che avevi (o immaginavi) in Valle del Serchio?
Ho lasciato la Garfagnana quando avevo 23 anni; la mia vita è decisamente diversa rispetto a quella che avevo, ma non troppo rispetto a quella che immaginavo.
C’è qualcosa della Valle che porti con te ogni giorno, anche inconsapevolmente?
Una cosa della garfagninità che porto con me e custodisco caramente è il rifiuto per lo spreco ed il lusso, la frugalità e la capacità di vivere modestamente. Questo mi è stato utile quando all’inizio avevo pochi soldi e dovevo fare i conti in fondo al mese, ed è qualcosa che non ho intenzione di cambiare né adesso che sono economicamente più che stabile, né nel caso arrivassi a guadagnare anche molto di più.
Hai mai pensato di tornare? E se sì, in che forma: per vivere, per contribuire, per raccontare?
No, semplicemente perché ormai ho costruito tutta una vita dove abito. Visito sempre con piacere, e sono felice di contribuire – sono coinvolto in diversi progetti, di cui parleremo in seguito quando li renderemo pubblici.
Secondo te, cosa dovrebbe sapere chi vive ancora qui su chi è partito?
In Garfagnana c’è la tendenza a pensare che il mondo finisca poco dopo il confine del paese, a Lucca per i più avventurosi, e c’è una paura atavica di rischiare e di essere imprenditori – si tendono a notare più i potenziali problemi e difficoltà che le opportunità. Questa paura è assolutamente ingiustificata, ed è importante imparare a guardare lontano.