Lo spettacolo di domenica 26 aprile alle 9.15, al Teatro Alfieri, sarà “Piccolo come le stelle. Vita di Giacomo Puccini” con Elisabetta Salvadori che ha curato anche la regia e la drammaturgia. Questo spettacolo è l’ultimo del cartellone “La scena è donna”.
La messa in scena narra la vita dell’illustre compositore, partendo dalla sua infanzia a Lucca, dalla perdita del padre al supporto della madre, fino agli studi a Milano e ai grandi successi. La storia si intreccia con aneddoti sulla crescita artistica di Puccini, il suo rapporto con l’editore Giulio Ricordi, e esamina la sua figura come uomo con i suoi dubbi e le sue insicurezze.
Elisabetta Salvatori, attrice poliedrica che ha fatto del teatro di narrazione la propria ragione di vita, alcuni anni fa ha messo in piedi un vero e proprio teatrino a Querceta in uno spazio che era stato un negozio di fiori di una sua zia. Questo spazio, che ho visitato con alcuni amici, si chiama “La fioreria delle storie”: è un luogo dove Elisabetta racconta le sue storie e dove è possibile assistere a spettacoli vari, anche musicali o cineforum.
Tra le storie che racconta di Elisabetta c’è “Scalpicii sotto i platani” che racconta in modo incredibile la strage di Sant’Anna di Stazzema, aiutando a conoscere e a non dimenticare questa importante e drammatica pagina della nostra storia accaduta durante la seconda guerra mondiale: l’eccidio di 560 persone, principalmente donne e bambini. Questa storia, Elisabetta, l’ha presentata anche nel nostro Teatro Alfieri.
Lo spettacolo su Puccini parte da un ricordo personale dell’attrice, quello di sua nonna che «teneva lettere legate da un nastro – come racconta Elisabetta -. Poi un giorno le bruciò. Puccini ha scritto più di 8 mila lettere, ha fissato sulla carta più parole che note. Quello che racconto l’ho saputo dalle sue lettere, per questo ringrazio i destinatari per non avergli dato fuoco e lui per non aver scritto solo musica».
La Salvatori, che ne ha lette molte (circa 700), è riuscita, proprio da queste letture, a entrare nell’intimità del musicista e a proporla al pubblico. In particolare, da queste lettere – destinate alla madre, alla famiglia, alle donne, ai collaboratori – cerca di ricreare l’atmosfera della sua vita, in una scena spoglia, proprio come la Salvadori sa fare.
Elisabetta ci fa rivivere le tante sfaccettature del compositore: depresso, fragile, terrorizzato dal fatto che la sua sia una musica superata. Un uomo che si interroga e traballa anche quando il successo è alle stelle. «Sono un uomo solo» scrive. Tuttavia, sarà ricercato nei salotti più importanti, in quanto simbolo di estetica, per la sua piacevolezza ed eleganza. Le sue opere acclamate in Italia e all’estero. La storia con la moglie, i tradimenti e le sue moltissime vicende d’amore.
Una vita piena di luci e di buio. Nel finale struggente la Salvatori lo immagina, dopo la morte, ritrovare i suoi personaggi, i suoi amici, la sua orchestra in un applauso che cresce e lo sommerge. E il compositore s’inchina, davanti al mistero della vita, “piccolo come le stelle”.
Da questo lavoro è stato tratto anche l’omonimo libro “Giacomo Puccini. Piccolo, come le stelle”, edito da Maria Pacini Fazzi, che include il testo del monologo e immagini d’epoca.
Seguitemi nella mia rubrica “Il teatro è servito”, ovviamente insieme a tutto quanto fa spettacolo… Il cartellone “La scena è donna” si conclude con la rappresentazione del 26 aprile, dove Elisabetta Salvadori ha deciso di presentare il suo allestimento “Piccolo come le stelle. Vita di Giacomo Puccini”, modificandolo, come annunciato in precedenza. Ma spettacoli e musica non si fermano e continuano in attesa della stagione estiva.
Voglio ricordare, infine, che i biglietti si possono acquistare alla pro loco di Castelnuovo di Garfagnana, in piazza delle Erbe, e la stessa sera dello spettacolo a teatro. Per i possessori di un abbonamento della stagione 25/26, il prezzo è scontato.





