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Redazione
ANNO XIVmercoledì 29 Aprile 2026
il teatro è servito

Giacomo Puccini è… servito: Salvatori circondata dal pubblico dell’Alfieri

Lo spettacolo di domenica sera, al Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana, è stato “Piccolo come le stelle. Vita di Giacomo Puccini” con Elisabetta Salvatori che ha curato anche la regia e la drammaturgia.

Era l’ultima rappresentazione prevista del cartellone “La scena è donna”. L’attrice ha raccontato la vita del Maestro partendo dalla sua infanzia a Lucca. Sul palco è andata in scena la sua storia, come figlio e nipote di musicisti: Puccini rimase orfano di padre e la sua famiglia si trovò in grosse difficoltà. Lui era il primo maschietto, poi nacque un fratellino. In tutto erano nove figli: le sorelle erano sette, tutte più grandi.

La Salvatori ha cercato di entrare nel personaggio attraverso la lettura di molte delle lettere che Puccini scriveva ai suoi e agli amici. E, attraverso queste missive, ha cercato di capire meglio il compositore – per il quale inizialmente, ha aggiunto, non aveva una grande simpatia, ma era comunque curiosa di scoprirlo e, poi, di raccontarlo.

La perdita del padre fu un momento cruciale che segnò la sua infanzia; prezioso fu il supporto incondizionato della madre che riusci a fargli ottenere una borsa di studi per frequentare il conservatorio Milano, perchè doveva anche lui diventare musicista e seguire le orme del padre e del nonno, fino ad arrivare ai suoi primi successi.

La storia, raccontata tramite questo scambio epistolare, si intreccia con aneddoti sulla crescita artistica di Puccini e il suo rapporto con l’editore Giulio Ricordi che aveva creduto in lui e gli aveva dato la possibilità di vivere con la sua musica. Poi, naturalmente, la Salvatori esamina anche le sue idee musicali per essere al passo con i tempi, cosa che creava ansia e tensione in Puccini, alla ricerca di un successo che poi, regolarmente, arrivava.

Un solo passo falso: quello della prima di “Madame Butterfly” alla Scala che fu fischiata, in modo plateale; ma, in quel caso, Puccini non arretrò, convinto – giustamente – della bontà della sua musica.

Elisabetta Salvatori è un’attrice poliedrica che ha fatto del teatro di narrazione la propria ragione di vita. Abbiamo già raccontato che, alcuni anni fa, ha messo in piedi un vero e proprio teatrino a Querceta, in uno spazio che era stato un negozio di fiori di una sua zia. Questo spazio – che ho visitato con alcuni amici – si chiama “La fioreria delle storie”: un luogo dove Elisabetta racconta le sue storie e dove è possibile assistere a spettacoli vari, anche musicali o cineforum.

Lo spettacolo di domenica sera ci ha davvero coinvolto e, noi spettatori, ci siamo sentiti protagonisti: infatti siamo stati invitati ad assistere alla rappresentazione sul palcoscenico del teatro ed è stato davvero suggestivo poter vedere da vicino Elisabetta, nel suo racconto appassionato e unico, che ha cercato di mettere a nudo Puccini, con le sue particolarità e le sue storie di amore e di sesso, i suoi incredibili successi nei salotti bene dell’epoca; un’epoca segnata da grandi sconvolgimenti, che era culminata con la prima guerra mondiale.

Si è ricreato lì, sul palco, quell’atmosfera che si vive assistendo ad un suo spettacolo nelle piazze, quando racconta circondata dal pubblico che reagisce, proprio come abbiamo fatto noi, con lei – quasi a darle man forte, anche se, ovviamente non le occorre, perché riesce a farti entrare nella storia, a farti rivivere le gesta e a catturarti con l sua narrazione.

La storia di Puccini, alla fine, non può non intrecciarsi con il suo ultimo capolavoro “Turandot” che, purtroppo, resterà incompiuto perché il suo fisico, indebolito, non supererà l’operazione alla gola che avrebbe potuto salvarlo. Non sarà solo, avrà il figlio al suo fianco.

Prossimamente Elisabetta sarà protagonista di altre storie nelle piazze in Garfagnana. Alcuni amici hanno confermato un suo spettacolo il 5 luglio in piazza a Villa Collemandina e a Castelnuovo (qui, però, non so ancora la data).

Seguitemi nella mia rubrica “Il teatro è servito”, ovviamente insieme a tutto quanto fa spettacolo… Il cartellone “La scena è donna” si è concluso con la rappresentazione del 26 aprile, ma gli spettacoli e la musica non si fermano e continuano in attesa della stagione estiva vera e propria.

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