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Redazione
ANNO XIVdomenica 21 Giugno 2026
ponte a serraglio

Giornata mondiale del rifugiato, gli ospiti di So.Svi. si raccontano: tra difficoltà, paure e aspirazioni

Un’occasione per andare oltre le etichette ed allenare lo sguardo al punto di vista dell’altro riconoscendo gli stessi desideri, le stesse paure e la stessa dignità.

Ieri mattina (sabato 20 giugno), presso la Sala delle Feste del Casinò Municipale a Ponte a Serraglio,  la Cooperativa Sociale Solidarietà e Sviluppo ha voluto celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato organizzando l’evento pubblico “Storie Vere, Persone Reali” volto a sensibilizzare la popolazione sul progetto S.A.I. (Sistema Accoglienza Integrazione) del Comune di Bagni di Lucca gestito sul territorio dalla Cooperativa So.Svi.

Dopo i saluti istituzionali del Presidente Alessandro Ghionzoli, della Vice-Presidente Monica Mattei e della Consigliera Comunale con delega al sociale Eva Moschini, ha preso la parola il Coordinatore del S.A.I. di Bagni di Lucca Lorenzo Grassi che ha illustrato in cosa consiste, nel concreto, il progetto: “Il S.A.I. – ha spiegato – mira all’inserimento socio-lavorativo e all’autonomia abitativa delle persone che avranno un futuro in Italia, con l’obiettivo di renderle autonome, integrate e capaci di contribuire attivamente alla nostra società”.

All’incontro erano presenti anche Maurizio Petrillo, Responsabile Direzione medica della Valle del Serchio, e Giovanni Alberigi, Garante della Persona Disabile dell’Unione dei Comuni della Media Valle del Serchio,entrambi amici della Cooperativa.

Martina Bertolozzi
, mediatrice linguistico-culturale, e Lucrezia Valentino, operatrice legale della Cooperativa, hanno quindi fatto chiarezza sul riconoscimento dello status di rifugiato e sul lungo e faticoso iter legislativo necessario per la richiesta di asilo sul suolo italiano. Ad introdurre i loro interventi, è stato proiettato il breve ma intenso filmato “The Box” realizzato da Merve Cirisoglu Cotur.

Rifugiato è una parola che non definisce una persona – ha sottolineato Martina – ma una relazione. Il rifugio esiste solo se qualcuno decide di offrirlo. Una parola che sentiamo ogni giorno, ma che non ci chiediamo mai da dove venga e che significato vero porti con sé. Dal latino “refugium”, ovvero un luogo in cui tornare per salvarsi”. “C’è da fare differenza tra rifugiato e migrante – ha aggiunto Lucrezia -: il primo indicato una precisa categoria giuridica internazionale, mentre il secondo è un termine generico che identifica chiunque si sposti attraversando un confine. In Italia sono tre le forme di tutela previste: lo status di rifugiato, la protezione sussidiaria e la protezione speciale”.

Le operatrici e gli operatori della Cooperativa hanno poi letto alcune commuoventi testimonianze, da loro stessitradotte, di ospiti che hanno raccontato i propri sentimenti, i timori e le aspirazioni future. L’incontro si è infine concluso con una piccola intervista a cura del giornalista Andrea Cosimini a tre ragazzi – due richiedenti asilo e un titolare di protezione speciale – che si sono concessi per alcune domande sulle ragioni che li hanno spinti a partire dalla loro terra di origine, sulle insidie riscontrate durante il viaggio e sulle speranze che nutrono oggi che sono approdati nel nostro Paese.

Una mattinata per ascoltare, comprendere e riflettere – ha detto il Presidente della Cooperativa Sociale Solidarietà e Sviluppo Alessandro Ghionzolisu un fenomeno complesso che va conosciuto e approfondito prima di essere giudicato con troppa superficialità. Dietro ad ogni rifugiato ci sono storie di madri, di padri, di figli, di fratelli e sorelle costretti ad abbandonare i propri affetti e la propria casa diretti, molto spesso, verso mète ignote in cerca di protezione e di un futuro migliore”.

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