Ci sono artisti che, pur appartenendo al passato, continuano a parlarci con sorprendente forza attraverso le loro opere, come Giovanni Giorgi, pittore e fotografo capace di osservare il proprio tempo con uno sguardo sensibile e profondo. A lui è dedicata la mostra “Visione e memoria” che è stata inaugurata oggi pomeriggio nelle stanze della Rocca Ariostesca di Castelnuovo di Garfagnana, dove rimarrà fino al 27 settembre.
L’esposizione rappresenta un importante omaggio a Giovanni Giorgi (1859–1932), artista nato a Carrara ma profondamente legato a Castelnuovo e alla Garfagnana, dove visse e operò lasciando una traccia significativa nel panorama culturale del territorio. Giorgi seppe attraversare epoche e linguaggi diversi mantenendo sempre uno sguardo attento sulla realtà e sull’animo umano.
Ad aprire l’inaugurazione è stato il sindaco Andrea Tagliasacchi, che ha posto l’attenzione proprio sul significato del titolo della mostra: visione e memoria, due parole chiave capaci di racchiudere il senso più profondo dell’iniziativa. “È importante riflettere con sensibilità su questi due aspetti – ha sottolineato il primo cittadino – Se oggi siamo qui è grazie a chi ha creduto e investito nel nostro territorio”. Tagliasacchi ha rivolto un sentito ringraziamento alla Fondazione Banca del Monte di Lucca, alla Regione Toscana, alla Provincia di Lucca, alla Pro Loco, agli sponsor privati e a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione dell’esposizione, citando in particolare la presidente dell’Unione Comuni Garfagnana, Raffaella Mariani, Francesca Fazzi per la cura del catalogo e la famiglia Giorgi.
Il sindaco ha poi richiamato una delle opere più emblematiche dell’artista, “La piazza in festa”, dipinto presente anche sulla copertina del volume di Umberto Sereni “La piramide rovesciata”. Un quadro che, come ha raccontato Tagliasacchi, lo ha sempre profondamente colpito: “Da quando sono sindaco il tema della piazza mi ha sempre interessato perché è il luogo dell’incontro, uno spazio necessario per una comunità. Ritrovare legami tra le persone è uno dei motori più importanti per chi amministra”.
Particolarmente emozionato anche Umberto Sereni, che ha ricordato il lungo percorso che ha portato a questo momento: “La memoria è importante, perché tutti vorremmo lasciare una buona memoria di noi”. Sereni ha definito la giornata come la realizzazione di un sogno coltivato da oltre quarant’anni, fin dalla pubblicazione del suo libro, nel 1983. Un percorso che, ha ricordato, vide il sostegno di molte figure del territorio, tra cui il professor Suffredini, il sindaco Bianchini e altri protagonisti della vita culturale locale. “Oggi – ha aggiunto – provo una grande soddisfazione. È bello vedere quanto sia forte il sentimento di appartenenza”.
A guidare il pubblico nel cuore della mostra è stata Angelica, che ha illustrato il percorso espositivo costruito attorno a un corpus di 25 opere tra dipinti e fotografie, capaci di raccontare l’evoluzione artistica di Giovanni Giorgi lungo tutta la sua vita.
Dalle opere giovanili ai lavori della piena maturità, il percorso restituisce l’ampiezza della sua ricerca artistica. Tra i dipinti più significativi spicca “Dolori senza conforto”, presentato nel 1898 all’Esposizione Nazionale di Torino: un’opera intensa e drammatica che raffigura un anziano seduto di spalle, immerso nei ricordi, con una bara ai suoi piedi. Un quadro di forte impatto emotivo che rivela già la profondità espressiva dell’artista e la piena consapevolezza delle proprie capacità.
La mostra prosegue poi attraverso vedute, paesaggi notturni, ritratti, figure allegoriche e nature morte, testimoniando una produzione artistica vasta e sfaccettata. Giorgi continuò a dipingere fino al 1931, appena un anno prima della morte, dedicando all’arte la sua intera esistenza.
Accanto alla pittura, un ruolo fondamentale nella sua attività fu ricoperto anche dalla fotografia. Giovanni Giorgi ebbe infatti un proprio studio a Castelnuovo in piazza Umberto I che divenne negli anni un piccolo e vivace centro culturale, luogo di incontro e formazione dove l’artista impartiva anche lezioni di pittura. “Visione e memoria” è un invito a riscoprire un pezzo importante della storia culturale del nostro territorio attraverso lo sguardo di Giovanni Giorgi. Nelle sue opere riaffiorano i frammenti di un tempo passato in grado di farci ancora emozionare, come solo l’arte sa fare con la sua capacità di custodire la memoria e trasformala in qualcosa di vivo.
Foto di Elisa Togneri
Servizio video di Elisa Togneri
























