Rileggendo alcuni scritti lasciati da Don Sergio Giorgi, parroco di Corsagna per ben cinquantaquattro anni, ho ritrovato uno spunto che mi ha riportato alla mente un racconto ascoltato fin da bambino e tramandato da generazioni di corsagnini. Secondo questa antica tradizione, anche San Luigi Gonzaga sarebbe passato da Corsagna durante il viaggio che lo avrebbe portato verso Roma, dove entrò nella Compagnia di Gesù dopo aver rinunciato ai privilegi della sua nobile famiglia.
San Luigi Gonzaga nacque il 9 marzo 1568 a Castiglione delle Stiviere, nel Mantovano. Apparteneva a una delle più importanti famiglie nobili dell’epoca e avrebbe potuto vivere una vita agiata e prestigiosa. Scelse invece una strada diversa, rinunciando all’eredità e ai titoli per seguire la propria vocazione religiosa. Morì giovanissimo, a soli ventitré anni, lasciando una testimonianza di fede che ancora oggi parla soprattutto ai giovani.
A Corsagna si è sempre raccontato che il giovane Luigi Gonzaga, percorrendo le antiche vie di collegamento tra il nord Italia e Roma, avrebbe fatto tappa presso la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo. Il percorso ricordato dalla tradizione seguiva la vecchia mulattiera che da Borgo a Mozzano saliva a Corsagna, passava accanto alla vecchia ferriera e proseguiva verso l’altopiano delle Pizzorne. Da qui il cammino scendeva verso la Valdinievole, passando da Montecarlo, per poi collegarsi alle grandi vie percorse dai pellegrini diretti a Roma. Si trattava di un itinerario importante per chi viaggiava a piedi. Una via utilizzata da pellegrini, religiosi e viandanti che cercavano collegamenti sicuri verso la Via Francigena e quindi verso la Città Eterna. Non sappiamo se il passaggio di San Luigi Gonzaga da Corsagna possa essere documentato con certezza, tuttavia questa memoria è stata custodita con affetto da generazioni di abitanti e dagli stessi sacerdoti che si sono succeduti alla guida della parrocchia.
Quando frequentavo assiduamente la parrocchia, ricordo bene come Don Sergio tenesse viva questa tradizione. Ogni anno San Luigi Gonzaga veniva ricordato con particolare devozione. Nella chiesa era presente una bella statua del Santo, raffigurato con il giglio in mano, simbolo della purezza che ha sempre contraddistinto la sua figura. Don Sergio ripeteva spesso che occorreva essere devoti a San Luigi Gonzaga perché era il santo dei giovani, un esempio di coerenza, di fede e di generosità che poteva parlare alle nuove generazioni così come aveva parlato a quelle che le avevano precedute.
Forse non sapremo mai quanto vi sia di storico e quanto di leggendario in questo racconto, ma quando una tradizione attraversa i secoli, viene tramandata dai parroci, ricordata dagli anziani e conservata nel cuore di una comunità, è difficile pensare che sia nata dal nulla. Per questo motivo ho voluto fissare su carta questa testimonianza della memoria popolare di Corsagna e della Valle del Serchio, affinché non vada perduta e continui ad accompagnare le future generazioni, così come ha accompagnato quelle che ci hanno preceduto.
borgo a mozzano
San Luigi Gonzaga e il suo passaggio da Corsagna: una tradizione tramandata per generazioni nella comunità locale
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