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Redazione
ANNO XIVdomenica 21 Giugno 2026
ponte a serraglio

Giornata mondiale del rifugiato: storie che commuovono e fanno riflettere

Ieri mattina, nella sala del Casinò Municipale di Bagni di Lucca, si è svolta la celebrazione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2026, promossa dalla cooperativa Solidarietà e Sviluppo, in collaborazione con il Comune di Bagni di Lucca, nell’ambito del progetto SAI – Sistema Accoglienza e Integrazione.

Il titolo dell’iniziativa, “Storie vere, persone reali”, ha rappresentato perfettamente il significato della mattinata. Non una conferenza, ma un incontro autentico tra persone, fatto di ascolto, emozioni e testimonianze dirette.

A guidare il confronto è stato il giornalista Andrea Cosimini, che ha dialogato con alcuni giovani rifugiati e richiedenti asilo ospitati sul territorio. Seduti uno accanto all’altro, senza barriere e senza formalismi, hanno raccontato il loro viaggio verso l’Italia e le ragioni che li hanno spinti a lasciare la propria terra.

Sono emerse storie di guerre, persecuzioni, violenze, povertà e mancanza di libertà. Ragazzi giovanissimi che hanno attraversato Paesi africani, la Libia, la Tunisia e altre terre segnate da conflitti e instabilità. Percorsi spesso lunghi e pericolosi, affrontati senza alcuna certezza di arrivare vivi alla meta.

Tra i racconti più toccanti, uno ha lasciato la sala nel più assoluto silenzio. Un giovane ha ricordato il momento in cui lui e suo padre furono derubati durante il viaggio. Persero tutto: denaro, effetti personali e il telefono cellulare. «Da quel momento non ho più potuto mandare messaggi a mia madre», ha raccontato. Parole semplici che hanno colpito tutti i presenti. Non era soltanto la perdita di un telefono era la perdita dell’unico filo che lo teneva unito alla propria famiglia. Era una madre lontana che non sapeva se il figlio fosse ancora vivo. Era l’angoscia di un ragazzo che non poteva rassicurarla.

In più momenti l’emozione è stata palpabile. Molte persone presenti hanno avuto gli occhi lucidi. Alcuni non sono riusciti a trattenere le lacrime ascoltando racconti di abusi, soprusi, violenze e privazioni che nessun giovane dovrebbe essere costretto a vivere. Eppure, accanto al dolore, è emersa una straordinaria voglia di futuro. Questi ragazzi hanno raccontato di aver trovato in Italia accoglienza, sicurezza e nuove opportunità. Studiano la nostra lingua, frequentano corsi di formazione, lavorano e cercano di costruirsi una vita dignitosa. Guardano avanti con determinazione e gratitudine.

La mattinata è stata arricchita anche da letture, disegni e attività dedicate ai bambini, in un clima di dialogo e condivisione che ha coinvolto tutti i partecipanti. Alla fine dell’incontro molti sono usciti dalla sala con una nuova consapevolezza.

Dietro le parole rifugiato o richiedente asilo non ci sono numeri, statistiche o slogan ci sono persone: persone che hanno una madre che le aspetta, un padre che le accompagna, fratelli, sorelle, sogni e paure. Forse il messaggio più importante emerso da questa mattinata è proprio questo: questi ragazzi, anche se qualcuno continua a definirli “neri”, hanno il nostro stesso sangue rosso. e hanno lo stesso desiderio di vivere, di lavorare, di amare e di costruire un futuro migliore.

Ascoltare le loro storie significa comprendere che prima di ogni altra definizione vengono l’umanità, la dignità e il rispetto dovuti a ogni persona. Ed è probabilmente questa la lezione più bella che la Giornata Mondiale del Rifugiato ha lasciato a Bagni di Lucca.

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