Rocco Pellegrino Leonardi — o forse Lombardi — nacque a Gragnanella il 9 ottobre 1741. Nel 1768 approdò a St. Augustine, in Florida, con la spedizione di Andrew Turnbull, reclutatore spregiudicato che attirava coloni mediterranei promettendo dieci anni di mezzadria e un pezzo di terra finale. Un patto duro, ma sufficiente per spingere molti a partire.
Rocco, in America, riuscì a costruirsi una posizione. Nel 1787 risultava proprietario a New Smyrne di quattro case, cinquanta acri di terra, due cavalli e uno schiavo. Aveva sposato a Minorca la spagnola Esperanza Balla e, nel 1774, già stabilito nel Nuovo Mondo, Agueda Coll. Da quest’ultima nacque Bartolomeo Leonardi, destinato a unirsi ad Antonia Paola Bonelli, protagonista di una vicenda documentata nell’Archivio di Stato di Washington (Carte 1861, Classe V, Affari Militari, Vol. VI, p. 500) che restituisce uno spaccato vivido della Florida di inizio Ottocento.
Nel 1802 Antonia, sedicenne, fu rapita insieme alla madre Maria Bonelli e ai fratelli da un gruppo di guerrieri Miccosukee nella fattoria di Mantanzas. Il fratello maggiore, Tommaso, ventiseienne, fu ucciso mentre tentava di difendere la famiglia; sul suo scalpo, racconta Antonia, i Miccosukee danzarono dopo aver diviso il bottino sottratto ai Bonelli. La famiglia fu costretta a marciare giorno e notte per due giorni, poi a ripartire all’alba del terzo. Attraversarono gole, fiumi e laghi con soste minime, fino a raggiungere, dopo ventiquattro giorni di cammino, la città indiana di Mickasuky, governata dal capo Ken-ha-jah.
I Miccosukee, originari del Tennessee e imparentati con i Seminole, erano giunti in Florida dopo aver attraversato Carolina e Alabama. Secondo alcune cronache spagnole, tra cui quelle di Juan Ponce de León y Figueroa, il loro nome deriverebbe dall’espressione “son como micos sucios – sono come scimmie sporche”, attribuita dai colonizzatori. Il padre di Antonia tentò di liberare la famiglia inviando il mediatore Jack Forrester con trecento dollari. La cifra fu giudicata insufficiente: gli indiani rilasciarono solo parte dei prigionieri, trattenendo Antonia e il fratello Giuseppe. I due furono liberati soltanto dopo ventidue mesi e altri duecento dollari pagati alla tribù. Antonia tornò a St. Augustine accompagnata dal cognato Thomas Pacety e da Payne, il capo dei Seminole.
Quattro anni dopo sposò il nostro Bartolomeo Leonardi. Dalla lunga prigionia portò con sé non solo il ricordo dell’esperienza, ma anche una bambina nata nel villaggio di Mickasuky: Maria Antonia Domenica Bonelli, figlia dell’uomo di medicina della tribù.
radici e orizzonti