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Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
kibaya

Il Mali e il cancro chiamato Tuareg

Il Mali ha sempre avuto un problema con una parte della sua popolazione. Fra tutte le etnie che compongono la società maliana, i Tuareg sono quelli che hanno sempre creato dei problemi per il paese. Hanno sempre voluto l’indipendenza della parte settentrionale del Mali e di una parte del territorio nigerino.

Tali rivendicazioni su tanti punti di vista sono prive di solide basi storiche e di una legittimazione anche tenendo conto della storia e delle popolazioni che vivono in queste regioni.

Organizzato intorno a un movimento chiamato Movimento Nazionale per la Liberazione dell’Azawad (MNLA), diventato Fronte di Liberazione dell’Azawad (FLN) nel 2014, sono alla base del caos terroristico che affligge ora il Mali.

Ricordiamo che la regione rivendicata da loro apparteneva originariamente a una provincia dell’Impero Mandinka, controllata da Mansa Sundiata Keita, la cui influenza si estendeva dalle rive del fiume Niger all’Oceano Atlantico. I regni dei Mandinka sono principalmente l’impero del Mali, il più grande e potente, fiorito tra il 1235 e il 1645, e il più tardo e più piccolo impero Wassulu, esistito tra il 1878 e il 1898. Esistevano anche altri regni, come Kaabu che era originariamente una provincia dell’Impero del Mali e si rese indipendente nel 1537.

L’Impero Songhai, uno dei più grandi imperi dell’Africa subsahariana, fiorito lungo il fiume Niger, successe a quello Madinka. L’impero Songhai nacque come regno nel VII secolo, divenne potente sotto la dinastia Sonni Ali Ber, che lo liberò dall’Impero del Mali e raggiunse il suo apogeo nel XV secolo. Il suo declino iniziò con l’invasione di truppe marocchine nel 1591, che lo indebolirono e portarono alla sua frammentazione.

Nel 1592 l’impero Songhai fu quindi sconfitto e alcune popolazioni Tuareg si stabilirono gradualmente a Kidal e Timbuktu, territori ora rivendicati dai tuareg.

La riconfigurazione geopolitica e storica che ebbe luogo da questo periodo in poi fu influenzata da diversi fattori, in particolare i rapporti con le altre comunità del nord e il ruolo decisivo della colonizzazione francese, che alterò profondamente le dinamiche politiche della regione. Dal 1916 al 1917, rivolte armate contrapposero alcuni gruppi Tuareg alle autorità del Niger e del Mali, un fenomeno che riemerse nel 1962-1964 e poi durante i conflitti armati del 1990-1996 e del 2007-2009, con significative conseguenze umane, sociali ed economiche. La presa di Kidal, il 17 gennaio 2012, segnò una nuova svolta nelle tensioni regionali.

La caduta di Muammar Gheddafi nel 2011 ha facilitato il ritorno nella regione di combattenti pesantemente armati che erano transitati attraverso la Libia.

Creando il caos ancora una volta per la solita lotta all’indipendenza e alla frammentazione del Mali, i tuareg hanno creato le condizioni per l’ingresso dei gruppi terroristici come Al-Qaeda nel Magrebo islamico e di altri gruppi che hanno anche raggiunto altri paesi vicini al Mali come il Burkina Faso e la caduta di città maliane come Kidal nel 2012.

Solo il 14 novembre 2023 l’esercito regolare del Mali ha potuto riconquistare la città. La riconquista è stata commemorata il 14 novembre scorso e presentata dalle attuali autorità maliane come un passo significativo verso il ripristino della sovranità nazionale.

Le città di Kidal, Timbuktu e Gao rimangono spazi di coesistenza culturale e identitaria, ma sono storicamente associate al Sudan occidentale in diversi contesti storici africani.

Alcune analisi indicano anche il coinvolgimento di attori stranieri nelle attuali tensioni. Secondo rivelazioni riportate dalla stampa occidentale, in particolare Le Canard Enchaîné, il Qatar sta svolgendo un ruolo di supporto finanziario alla ribellione in corso, mentre l’Algeria fornisce supporto logistico. Queste questioni sono legate alla lotta per l’influenza sulle risorse strategiche del Sahel.

In questo contesto, diversi osservatori chiedono una riconfigurazione delle relazioni diplomatiche, nonché un chiarimento dei partenariati internazionali, al fine di preservare la stabilità e la sovranità degli Stati della regione.

Fonti: Nouvelle Afrique

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