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Redazione
ANNO XIVmercoledì 12 Agosto 2026
bagni di lucca

Lucchio, il borgo che d’estate ritrova i suoi figli

Nei comuni della nostra montagna ci sono piccoli borghi che spesso conosciamo soltanto di nome e che, invece, meriterebbero di essere visitati e soprattutto raccontati. Paesi con pochi abitanti, ma ricchi di storia, bellezza e di quel senso di appartenenza che ancora caratterizza molte comunità.

Uno di questi è Lucchio, frazione del comune di Bagni di Lucca, che in questi giorni di agosto ho avuto l’occasione di visitare dopo tantissimi anni.

Arrivando al paese si rimane subito colpiti dalla sua particolare conformazione. Lucchio sembra quasi aggrappato alla montagna, con le case che si sviluppano lungo il ripido pendio e, ancora più in alto, i resti dell’antica Rocca, autentico simbolo del borgo.

Ed è proprio la Rocca a meritare un’attenzione particolare. Collocata sullo sperone roccioso che domina il paese, testimonia l’importanza strategica che Lucchio ebbe nei secoli. La fortificazione, attestata dalle fonti scritte almeno dal tardo Duecento, costituì un importante presidio del territorio lucchese in un’area di confine.

Oggi la Rocca è interessata da un importante progetto di recupero. Gli interventi di restauro e le campagne di scavo archeologico stanno consentendo di conoscere meglio la storia del complesso fortificato, facendo emergere testimonianze ancora più antiche. Non siamo dunque davanti soltanto ai ruderi di una fortificazione, ma a una parte fondamentale dell’identità storica di Lucchio.

Ma durante la mia visita c’è un altro aspetto che mi ha particolarmente colpito: Lucchio appare un borgo curato e ben tenuto. Passeggiando tra le sue stradine si incontrano numerose abitazioni recuperate e ristrutturate, spazi ordinati e angoli mantenuti con attenzione. Un risultato al quale contribuisce certamente l’amministrazione comunale, ma anche – come mi hanno raccontato alcuni abitanti – il prezioso lavoro di tanti volontari che dedicano tempo ed energie alla cura del paese.

Ed è proprio parlando con le persone che emerge forse l’aspetto più interessante di Lucchio. Nel mese di agosto il borgo cambia volto. Arrivano turisti e tornano tante persone che durante l’anno vivono lontano, tra le quali figli e nipoti di quelle famiglie che, soprattutto negli anni successivi alla guerra, lasciarono questi luoghi alla ricerca di un lavoro e di una vita migliore.

L’emigrazione ha segnato profondamente la storia della Lucchesia e delle nostre montagne. Intere generazioni sono partite, spesso affrontando grandi sacrifici, ma il legame con il paese d’origine non si è mai completamente spezzato. L’ho percepito chiaramente parlando con alcune delle persone incontrate a Lucchio. I figli e i nipoti di chi partì continuano a tornare nel paese dei genitori e dei nonni. Hanno costruito altrove la propria vita, magari molto lontano, ma conservano il desiderio di riaprire la casa di famiglia, ritrovare persone conosciute e percorrere ancora quelle strade. Perché qui sono custodite le loro radici.

Così, nel mese di agosto, finestre rimaste chiuse per mesi si riaprono, le case tornano ad essere abitate e nelle strade si incontrano persone che magari non si vedevano dall’estate precedente. Per qualche settimana il paese ritrova una parte della propria comunità. È una realtà che non riguarda soltanto Lucchio, ma molti dei nostri borghi montani. La sfida è riuscire a conservarli e mantenerli vivi durante tutto l’anno. Servono manutenzione, servizi e iniziative capaci di valorizzarli, ma anche quel senso di appartenenza che porta tante persone, pur vivendo lontano, a continuare a considerarli una parte della propria casa.

La visita a Lucchio mi ha lasciato proprio questa sensazione: quella di un piccolo borgo che, nonostante le difficoltà dello spopolamento, continua a custodire con dignità la propria storia e la propria identità. Vale la pena arrivare fin quassù, camminare tra le sue case, fermarsi a parlare con chi vi abita e alzare lo sguardo verso la Rocca. Perché i nostri borghi non sono soltanto pietre, case e antiche fortificazioni. Sono soprattutto persone, ricordi e legami. E quando, dopo tanti anni e magari dopo aver costruito la propria vita molto lontano, qualcuno sente ancora il bisogno di tornare nel paese dei propri genitori o dei propri nonni, significa che quelle radici sono ancora vive.

Lucchio è una di queste radici. E merita davvero di essere conosciuto.

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