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Redazione
ANNO XIVsabato 7 Novembre 2026
radici e orizzonti

Una protagonista della storia di Ribeirão Preto, in Brasile

Le vicende dell’emigrazione seguono spesso percorsi inattesi. Questa storia mi riguarda in parte, poiché coinvolge un ramo della famiglia Bellonzi originario di Molazzana e successivamente stabilitosi in parte a Gallicano. 

Dopo una prima esperienza migratoria e una fase di consolidamento negli Stati Uniti, alcuni esponenti della famiglia intrapresero infatti una nuova avventura economica in Brasile.

Le prime tracce conducono a Ribeirão Preto, importante centro dello Stato di San Paolo cresciuto grazie all’economia del caffè. Successivamente i Bellonzi risultano legati anche a una fazenda, cioè una grande azienda agricola, nel territorio di Casa Branca, una delle aree che maggiormente beneficiarono dello sviluppo della coltivazione caffeicola.

In questo contesto emerge una figura femminile straordinaria: Adelaide de Almeida, conosciuta dopo il matrimonio come Adelaide de Almeida Bellonzi, ricordata ancora oggi come colei che, probabilmente, assistette il maggior numero di nascite nella storia del Brasile.

Nata a Ribeirão Preto nel 1898, Adelaide era figlia di immigrati portoghesi. Anche la madre, Joaquina, svolgeva l’attività di levatrice. Tra il 1919 e il 1920 frequentò a San Paolo un corso professionale di ostetricia e iniziò una carriera destinata a lasciare un segno profondo nella storia della sua città.

Sposò Hugo Bellonzi, titolare della “Livraria Catholica” (Libreria Cattolica), situata nella piazza della cattedrale cittadina. Dal 1921 al 1966 lavorò senza interruzioni per quarantacinque anni, assistendo la nascita di ben 12.630 bambini, un numero eccezionale che testimonia il ruolo centrale che ebbe nella vita della comunità locale.

Per molti anni prestò servizio presso la Santa Casa, il principale ospedale cittadino, che già negli anni Quaranta le rese omaggio. Negli anni Cinquanta il programma radiofonico “Portal da Glória” (Portale della Gloria) riuscì addirittura a rintracciare il primo bambino fatto nascere da Adelaide nel 1921. Divenuto nel frattempo pilota di una compagnia aerea a Rio de Janeiro,  le inviò un messaggio registrato per celebrare il raggiungimento di un traguardo straordinario: il parto numero diecimila. La bambina che segnò quel record era Maria Cristina Pires, successivamente nota come Tina Oliveira.

La sua figura colpiva per il contrasto tra l’aspetto fisico e l’energia professionale. Alta appena un metro e mezzo e di corporatura molto minuta, era affettuosamente conosciuta come “Adelaidinha Parteira” (la piccola Adelaide levatrice). Alcuni medici la soprannominavano invece “Dona Bibelô”, nomignolo che richiamava scherzosamente le sue dimensioni ridotte. 

Dietro quell’apparenza fragile si celava però una professionista instancabile.

Meticolosa e scrupolosa, Adelaide compilò per tutta la vita un diario nel quale annotava il proprio percorso professionale, i rapporti con i medici e soprattutto ogni nascita assistita, registrando nomi, date, orari e indirizzi. Si tratta di una documentazione di straordinario valore storico e sociale. 

Per il contributo offerto alla città, il consiglio comunale di Ribeirão Preto le conferì il titolo di “Cidadã Emérita” (Cittadina Emerita), uno dei più alti riconoscimenti civici locali.

La ricostruzione di questa vicenda è stata resa possibile anche grazie alle ricerche del lontano cugino Nicola Tornatore, autore del volume “Adelaide – História da Parteira de 12.630 Bebês”, al quale va un sincero ringraziamento per il lavoro di recupero di una storia che contribuisce ad arricchire la memoria delle famiglie emigrate in Brasile.

Al di là dell’interesse genealogico, la vicenda di Adelaide testimonia come le reti familiari costruite dagli emigranti abbiano spesso incrociato storie di grande rilievo umano e sociale. Se i Bellonzi parteciparono allo sviluppo economico del Brasile tra commercio e attività agricole, Adelaide lasciò la propria impronta in un modo ancora più profondo, accompagnando alla nascita migliaia di brasiliani e diventando una figura tuttora ricordata e rispettata nella storia di Ribeirão Preto.

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