Accanto all’ingresso del giardino fioriva un grande rosaio: le rose erano bianche, ma c’erano tre giardinieri indaffarati a dipingerle di rosso. Alice trovò la cosa molto strana (…)
– Il fatto è che questo qua doveva essere un rosaio di rose rosse, e invece per sbaglio ne abbiamo piantato uno bianco; e se la Regina se ne accorge (…) …
(Le Avventure di Alice Nel Paese Delle Meraviglie, Lewis Carrol)1
Mi trovavo in un piccolo angolo di giardino dove le rose ondeggiavano al vento, spumose e aulenti, si appoggiavano al muro con regalità.
A volte un angolo può aprire spazi inaspettati. Infatti, mi ritrovai magicamente catapultata in un mondo, più vicino alla realtà di quanto si creda, dove la realizzazione di un sogno, in fondo, la si deve, comunque ed anche, all’impegno del protagonista: il mondo delle fiabe, in cui la rosa è simbolo di puro sentimento.
Casualità vuole che l’aggraziato arabesco fiorito che stavo ammirando fosse proprio della rinomata Rosa The Fairy. Frutto dell’appassionata creatività di Ann Bentall, una delle prime donne ad avventurarsi nel campo delle ibridazioni all’inizio del Novecento, questa nuova cultivar viene presentata in Inghilterra nel 1932. Forse sbocciò proprio una domenica mattina, irradiata dall’incanto della morbida luce del crepuscolo, suggerendo in tal modo il nome: La Fata. Il suo colore è così delicato che l’abbraccio del sole lo fa virare al bianco.
L’innata magia delle rose non poteva non conquistare poeti e scrittori.
Oscar Wilde l’ha resa protagonista di una fiaba struggente L’Usignolo e la rosa, pubblicata nel 1888 nella raccolta Il principe felice e altri racconti, scritta per i due figli e straziante critica verso l’ipocrisia della Società. Anche questa, come i fiori che incontra Alice, è bianca. Diverrà drammaticamente cinabro per la forza dell’incondizionata generosità dell’usignolo.
Wilde scelse l’illustratore britannico Walter Crane per dare stupore visivo alle parole. Crane, che ha un tratto preciso e raffinato, aveva intuito la meraviglia e la curiosità che si cela nel mondo dell’infanzia e fu il primo a dipingere i libri ad essa dedicati come fossero opere d’arte che potessero essere destinate a bambini di ogni classe sociale. Pacifista, femminista, attivista per i diritti di uomini e animali la sua sensibilità artistica spaziò dai tessuti alle carte da parati, dai mosaici ai manifesti…
Dai suoi viaggi in Italia riportò le emozioni dei poetici paesaggi e dei tesori artistici, raccogliendo in taccuini e acquerelli pensieri e ritratti. L’Italia era infatti una parte fondamentale della mappa del Gran Tour e la Toscana, con Firenze, la Versilia e la termale Bagni di Lucca erano quasi un passaggio imprescindibile per l’aristocrazia, non solo europea, e per i giovani rappresentanti della borghesia.
Crane dipinse moltissime rose sia per accompagnare la trama delle fiabe che illustrava, sia come elemento decorativo per il design. Il suo stile si ispirava al giapponismo che, nella seconda metà dell’ottocento -grazie alle stampe giapponesi arrivate in Europa tramite la Compagnia delle Indie-, ha influenzato i maggiori pittori dell’epoca.
Ed anche i compositori. Non solo l’opera Madame Butterly, ma anche il suo manifesto ne sono esempi. Giacomo Puccini la compose a Torre del Lago, nella quiete della sua dimora che appena acquistata definì gaudio supremo, paradiso, eden, (…) reggia: abitanti centoventi, dodici case.2 Nel giardino aveva una collezione di rose e ne coglieva sempre una da mettere all’occhiello. Naturalmente, oltre agli applausi, l’opera fece sbocciare anche una rosa a lei intitolata, la cui fioritura ricorda un origami giapponese…
Quale regina indiscussa dei fiori non poteva non sedurre un’altra Regina o, meglio, l’Imperatrice, Josephine de Beauharnais, prima consorte di Napoleone Bonaparte.
Occorre fare un ulteriore passo indietro nel tempo se si vuole conoscere la collezione di centinaia di esemplari che Josephine impiantò tra il 1804 e il 1814 nel giardino del Castello de La Malmaison, vicino a Parigi, e che fece immortalare in una grandiosa opera, dall’eloquente titolo Les Roses, per mano del più importante peintre des fleurs di Corte, Pierre Joseph Redouté.
A questa opulenza di fiori e profumi la cognata Elisa Bonaparte Baciocchi, Principessa di Lucca e Piombino, si ispirò per portare tale spirito parigino anche nelle dimore di Bagni di Lucca.
Sfortunatamente gli eventi condussero il Castello francese nell’oblio e il velo dell’abbandono cadde su di esso. Dovettero passare trenta lunghi anni perché in una sola rosa si raccogliesse l’eredità di quel ricordo: la Bourbon Souvenir de la Malmaison, la cui corolla ricorda una nuvola baciata dal sole. Fu creata dall’ibridatore Jean Béluze affinché la favola bella che illuse Joséphine non andasse perduta.
Purtroppo, però, come vere creature fatate, le rose a volte scompaiono anche se, come avviene in molte fiabe, la storia può avere il lieto fine. La formula magica prevede questi ingredienti: passione, determinazione nella ricerca e un pizzico di fortuna (che non guasta mai). E, naturalmente, un eroe… ops… un rodologo che si metta sulle tracce dell’esemplare scomparso. E’ quanto accaduto alla rosa Deak, bianca come la spuma del mare di Trieste, che è stata ritrovata nel 2015, dopo più di cento anni. Era stata creata a fine Ottocento da Giulio Perotti, famoso tenore che non si può escludere abbia avuto modo di conoscere Puccini, condividendo col Maestro periodo storico e ambiente.
Si ha come l’impressione che questi fiori abbiano fatto da sfondo all’intreccio di vite che in comune hanno solo il biancore dei loro petali, quasi fossero fogli che porgono un racconto. E allora vorrei coglierne un altro.
Conduce a Palazzo Antonini, a Coreglia Antelminelli. Lì abitava Oreste Antonini, tenore in grande amicizia con Puccini che per la sua voce nutriva sincera stima.
Mi piace pensare che anche nel Castello di Coreglia, in quell’antico giardino, dimori una rosa fiabesca…
Alice! Accogli questa fiaba/ e con gentil mano/ l’intreccio di ricordi e sogni/ riponilo, ma piano,/ come del pellegrino i fiori/ che vengon di lontano.1
Cinzia Troili
1Le Avventure di Alice Nel Paese Delle Meraviglie, Lewis Carrol. (Ed. A. Mondadori-Oscar Junior Classici, aprile 2012- pagg. 78-79/ pag. 6).
2Giacomo Puccini –Il romanzo della vita-, G. Adami. Ed. Il Saggiatore, settembre 2024 (pag. 157).
Foto: Illustrazione tratta dal libro Racconti, O. Wilde. AMZ Editrice,1968 (pag. 35).
Vascelli francesi. Storia vuole che così le rose raggiungessero La Malmaison (anche in tempo di guerra poiché godevano di uno speciale lasciapassare). Collezione Grandi Velieri – Vol. 2°, pag. 222/223 – Ed. De Agostini).
