Sabato 31 gennaio ho avuto il piacere di incontrare due classi terze della Scuola Secondaria di Primo Grado “L. Puccetti” di Gallicano per un viaggio dentro le radici migratorie della nostra Valle del Serchio. Un incontro nato grazie alla collaborazione con la prof. Monica Giannelli e alla presenza della prof. Loretta Mazzanti, presidente della sezione gallicanese dell’Istituto Storico Lucchese, che ha seguito con attenzione e partecipazione il lavoro svolto in aula.
Il percorso — come spesso accade quando si parla di storia locale — è partito da una domanda semplice: da dove ricaviamo le informazioni per ricostruire le storie di chi è partito? Da lì, le ragazze e i ragazzi hanno esplorato il mondo delle fonti: registri anagrafici e parrocchiali, passaporti, lettere spedite da lontano, fotografie di famiglia, archivi istituzionali — tra cui quello della Fondazione Paolo Cresci di Lucca, con cui collaboriamo — banche dati digitali e testimonianze orali che ancora oggi custodiscono memorie preziose.
Attraverso esempi concreti legati a Gallicano e alla Valle del Serchio, abbiamo ricostruito insieme percorsi, scelte e trasformazioni che tra Ottocento e Novecento hanno segnato profondamente le nostre comunità. È stato interessante osservare come, passo dopo passo, gli studenti abbiano iniziato a riconoscere la ricerca storica come un lavoro artigianale e collettivo: unire documenti, ascoltare voci, interpretare indizi, dare senso a ciò che resta.
Un ringraziamento particolare va a Sauro Simonini, che ha messo a disposizione copie di preziosi documenti d’emigrazione relativi al territorio di Gallicano, offrendo agli studenti materiali autentici su cui esercitare lo sguardo critico dello storico e sperimentare attività di ricerca di laboratorio.
La mattinata ha confermato quanto la storia locale possa diventare un ponte tra generazioni, un modo per capire meglio il presente attraverso le vite di chi ci ha preceduto. Ritengo particolarmente importante che le scuole continuino a coltivare questo dialogo con il territorio.
Un grazie sincero alla scuola, alla prof. Giannelli, all’Istituto Storico Lucchese e a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo incontro. Ogni volta, per me, è un ritorno alle radici — e un orizzonte che si allarga.