Quando si sfogliano i registri di Ellis Island, non si trovano solo nomi: si trovano impronte. Piccoli segni lasciati da uomini e donne che, partendo dalla nostra Valle, hanno attraversato l’oceano con una valigia leggera e un futuro tutto da inventare. E tra quelle pagine ingiallite dal tempo, le tracce di Borgo a Mozzano e delle sue frazioni ci sono, alcune nitide, altre più sfumate, ma tutte parte della stessa storia.
Ci sono arrivi in cui l’origine è dichiarata senza possibilità di equivoci: Borgo a Mozzano, Corsagna, Diecimo, Valdottavo. Sono i casi più solidi, quelli in cui il luogo di nascita è scritto nero su bianco. È così che incontriamo un Bertolini nato a Borgo a Mozzano e diretto in Pennsylvania nel 1907, una Tomei di Diecimo che nel 1913 raggiunge il marito a New York, un Pieroni di Valdottavo che nel 1904 si spinge fino alle miniere della West Virginia. Sono storie che non hanno bisogno di interpretazioni: parlano da sole, anche se si potrebbero approfondire.
Accanto a queste certezze, però, ci sono le tracce che richiedono un passo in più, un po’ di attenzione genealogica e di conoscenza del territorio. Nei registri compaiono cognomi che appartengono da secoli alle nostre frazioni: Giannotti di Corsagna, Ghilarducci di Valdottavo, Nottoli di Diecimo, Da Prato del Piano della Rocca. In questi casi il luogo di nascita è indicato genericamente come “Lucca” o “Italy”, ma la combinazione di cognome, periodo storico e destinazione americana rende l’origine borghigiana altamente probabile. Non sono certezze assolute, ma fili che si intrecciano con coerenza dentro la grande trama dell’emigrazione lucchese.
E qui arriva il dettaglio più interessante: i borghigiani certi e quelli probabili finiscono negli stessi luoghi. Le loro rotte si sovrappongono come se seguissero un sentiero già tracciato. La Pennsylvania, con le sue acciaierie e le sue miniere, è una delle mete più frequenti. La West Virginia, cuore nero dell’industria carbonifera, accoglie molti giovani provenienti dalle nostre colline. Il New Jersey offre lavoro nell’edilizia e nella manifattura. New York diventa il punto di approdo per ricongiungimenti familiari e lavori generici. Il Massachusetts attira soprattutto le donne, impiegate nelle industrie tessili.
Questa corrispondenza non è casuale. Racconta l’esistenza di reti migratorie, di compaesani che si chiamavano l’un l’altro, di destinazioni che diventavano punti di riferimento per intere comunità. Anche quando i documenti non lo dicono esplicitamente, le rotte parlano per loro: nessuno partiva davvero da solo.
Dai registri emerge un quadro coerente: l’emigrazione borghigiana verso gli Stati Uniti fu intensa soprattutto tra la fine dell’Ottocento e la Prima guerra mondiale; gli uomini partivano giovani, spesso come manovali, minatori, carpentieri; le donne seguivano più tardi, per ricongiungersi ai mariti; molti facevano avanti e indietro, segno di un’emigrazione che non era sempre definitiva.
Eppure, al di là dei dati, resta qualcosa di più profondo. Ogni nome trovato a Ellis Island è una storia che aspetta di essere raccontata. Una storia che appartiene a una famiglia, a una frazione, a un pezzo della nostra Valle. Una storia che ci ricorda che le radici non sono mai ferme: attraversano oceani, cambiano lingua, si adattano, ma non smettono di essere radici.
Perché, in fondo, Radici e Orizzonti significa proprio questo: guardare lontano senza dimenticare da dove siamo partiti.