“La cosa che ci ha colpito di più è vedere quanto i pazienti migliorano durante il percorso di trattamento.”
È una delle frasi che più spesso ci dicono gli studenti americani quando osservano il lavoro quotidiano nello studio.
Negli ultimi anni i nostri pazienti sentono sempre più spesso parlare inglese all’interno della clinica.
Non si tratta di turisti di passaggio, ma di studenti di fisioterapia arrivati dagli Stati Uniti per fare esperienza clinica qui in Garfagnana.
Tutto nasce dalla collaborazione con EduGlobal, organizzazione che promuove esperienze formative internazionali per studenti universitari. In Italia il progetto è coordinato da Linda Bartalesi, Coordinator of International Clinical Education Experience for Physical Therapy Students, che crea collaborazioni tra università americane e strutture sanitarie italiane disponibili ad ospitare studenti.
Nel 2024 abbiamo ospitato la prima studentessa, nel 2025 gli studenti sono diventati tre e nel 2026 saranno sei. Un segnale di un progetto in crescita che, oltre alla clinica, contribuisce a far conoscere la Garfagnana anche oltre oceano.
Nel corso di questi anni abbiamo collaborato con studenti provenienti da università di San Antonio, Oregon, Charleston, Texas e Minnesota.
Durante il loro soggiorno – circa due mesi e mezzo – gli studenti affiancano me e gli altri colleghi nelle attività quotidiane: valutazione del paziente, terapia manuale, terapia strumentale ed esercizio terapeutico nella fisiopalestra.
Tra gli aspetti che colpiscono di più gli studenti americani c’è sicuramente l’importanza che diamo al rapporto umano con il paziente.
Una studentessa mi ha detto: “Qui il rapporto con i pazienti è più umano, quasi familiare.”
Credo che questa frase riassuma bene il nostro approccio: non fermarsi al sintomo, ma capire la persona e costruire insieme un percorso di cura.
Il confronto con studenti provenienti da un sistema sanitario diverso rappresenta però anche un’occasione di crescita per noi. Negli Stati Uniti, ad esempio, la fisioterapia attiva e il lavoro in palestra riabilitativa sono molto sviluppati, e questo scambio permette di arricchire il nostro modo di lavorare.
Ma questo progetto non riguarda solo la clinica.
Durante il loro soggiorno gli studenti scoprono anche il territorio, costruiscono amicizie e relazioni e portano con sé il ricordo della Garfagnana. Molti rimangono colpiti da luoghi come la Fortezza di Monte Alfonso, il Lago di Gramolazzo o i panorami della Pania.
Anche i pazienti accolgono questa esperienza con curiosità: spesso chiedono da quale università provengano gli studenti o come funzioni la fisioterapia negli Stati Uniti.
Ed è proprio questo il valore più importante del progetto: creare un ponte tra culture diverse attraverso la professione sanitaria.
Ogni studente che torna negli Stati Uniti porta con sé non solo un’esperienza professionale, ma anche il ricordo della Garfagnana e delle persone incontrate qui.
Il progetto continuerà anche nei prossimi anni, con l’obiettivo di ospitare sempre più studenti internazionali.
Perché chi arriva qui non trova soltanto una clinica dove imparare, ma un ambiente professionale e familiare dove costruire ricordi che si porterà dietro per tutta la vita.
Il progetto in numeri
Anno di inizio: 2024
Studenti ospitati nel 2024: 1
Studenti ospitati nel 2025: 3
Studenti previsti nel 2026: 6
Durata media dello stage: 2 mesi e mezzo
Università coinvolte:
San Antonio – Oregon – Charleston – Texas – Minnesota
Se volete vedere da vicino questa esperienza, sui nostri profili social @fisioterapia_garfagnana sono usciti i primi reel con l’intervista doppia alle ultime studentesse americane, dove raccontano cosa le ha sorprese della fisioterapia italiana e cosa le ha colpite di più della Garfagnana.