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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
il teatro è servito

A Mont’Alfonso l’omaggio a Fosco Maraini con Dacia: bravi Kustermann e Nisi

La prima serata del festival Mont’Alfonso sotto le stelle, alla fortezza di Mont’Alfonso è iniziata con qualche… intoppo: complice principale è stato il freddo, che ha giocato un ruolo principale su tutto il resto, poi il ritardo iniziale per un problema tecnico legato alla sistemazione della proiezione sul telo.

Per fortuna che ci ha messo una pezza la grandissima Licia Colò, una professionista seria e intelligente, che conosce la Garfagnana perché è stata luogo di molti suoi servizi e, devo dire, tutti molto belli. Mi ricordo una sua foto nel profilo di Fb, alla Fortezza delle Verrucole, e i numerosi servizi sul farro che avevano come protagonisti i miei vicini di casa: sto parlando di Sillicagnana, questi ultimi impegnati a spiegare la sua coltivazione e il recupero di questo cereale antico (con gli operatori della Garfagnana Coop, in primis).

L’opera proposta “Il Gioco dell’Universo”, tratta dall’omonimo libro scritto a quattro mani da Fosco e Dacia Maraini, è stata diretta da Consuelo Barilari, con immagini di Fosco Maraini e drammaturgia di Maria Dolores Pesce.

Gli attori – molto bravi – sono stati Manuela Kustermann, che ha interpretato Dacia Maraini, e, al suo fianco, Maximilian Nisi, voce e volto di Fosco. La prima parte dello spettacolo è stato molto bella: una parte che indagava il rapporto padre-figlia, controverso, e che ha attraversato momenti molto difficili, come la loro incarcerazione in un campo di concentramento in Giappone durante la seconda guerra mondiale. Poi, lo devo dire, ad un certo punto il filo logico del racconto si è perso o, meglio, forse l’ho perso io, quando nella narrazione c’è stato un ritorno indietro nel tempo… Lo spettacolo ha, forse, voluto includere troppe cose della vita di Fosco e, sicuramente, di cose ce ne sono tantissime e tutte interessanti; ma probabilmente, per comprendere tutto, non bastava un unico spettacolo.

Un’altra parte – molto bella – è quella del racconto, legato alla casa di Fosco Maraini all’Alpe di Sant’Antonio in località “Pasquìgliora”, a 982 metri di altitudine nel comune di Molazzana, una posizione che permette di avere una vista privilegiata sulla Pania Secca, che ricordava a Fosco le montagne (in piccolo, ovviamente) dell’Himalaya.

“Siamo orgogliosi che Fosco Maraini abbia trascorso una parte degli ultimi anni della sua vita qui. È una figura di spessore internazionale, nella sua vita ha girato il mondo, ma è sulle nostre montagne che si sentiva libero, veramente a casa. Non a caso è sepolto nel piccolo cimitero dell’Alpe di Sant’Antonio, nel territorio del nostro comune” ha raccontato Andrea Talani, il sindaco di Molazzana, che ha collaborato per l’acquisto della casa di Fosco, con il sindaco di Castelnuovo Garfagnana, Andrea Tagliasacchi, l’Unione Comuni Garfagnana (presente sul palco con l’attuale presidente Raffaella Mariani) e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. La sua casa, che diverrà un museo, insieme alla sua tomba avranno come contorno una serie di sentieri da visitare, che ci permetteranno per conoscere il personaggio, come hanno raccontato Mieko Namiki, la moglie di Maraini, Eugenio Casanovi e Feliciano Ravera (autore del libro, edito dalla Banca Identià e Memoria della Garfagnana, sulla 34^ casa di Fosco).

Anche la parte finale con Licia Colò che intervistava Dacia Maraini, non ha funzionato per un problema tecnico. Un vero peccato.

Seguitemi nella mia rubrica “Il teatro è servito”, ovviamente insieme a tutto quanto fa spettacolo… che continua con questi appuntamenti di “Mont’Alfonso sotto le stelle”.

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