L’intelligenza artificiale è già entrata nelle scuole secondarie di I e II grado e nelle università, nelle redazioni, nei luoghi di lavoro e nella vita quotidiana. La questione, ormai, non è più se utilizzarla, ma quali trasformazioni produca sul sapere e sull’informazione, quali responsabilità comporti e quali decisioni non possano essere delegate alle macchine.
Da queste domande prende le mosse il convegno “Intelligenza artificiale: tra promessa e rischio. Formazione, informazione ed etica nella svolta generativa”, in programma sabato 19 settembre, dalle ore 15 alle ore 18, al Centro Civico “Giorgio Santarini” di Camporgiano.
L’incontro, aperto a tutti, nasce dalla convinzione che la svolta generativa non sia soltanto un passaggio tecnologico. Sistemi capaci di produrre testi, immagini, analisi e risposte stanno modificando il rapporto con la conoscenza, il modo di formarsi, il lavoro dell’informazione e gli stessi criteri con cui attribuiamo attendibilità e autorevolezza ai contenuti. Comprendere questi cambiamenti significa interrogarsi non solo sulle potenzialità degli strumenti, ma sui limiti, sulle regole e sulla responsabilità di chi li progetta, li utilizza e ne diffonde i risultati.
Non sarà dunque una celebrazione dell’innovazione né un confronto costruito sull’allarme. Il convegno metterà in relazione ricerca universitaria, formazione, regolazione europea ed esperienza concreta delle redazioni, per affrontare l’IA senza entusiasmi acritici e senza chiusure pregiudiziali. Un confronto rivolto ai giornalisti, ma anche a docenti, studenti, professionisti e cittadini interessati a capire che cosa stia realmente cambiando.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Camporgiano Francesco Pifferi Guasparini, interverranno Elio Satti Bravi, Dino Pedreschi, Anna Benedetto e Andrea Cosimini. Modererà il giornalista Simone Pierotti.
Elio Satti Bravi, originario di Camporgiano, affronterà il rapporto tra intelligenza artificiale, formazione e produzione del sapere a partire dal volume di cui è autore “La svolta generativa. Intelligenza artificiale e futuro critico del sapere universitario” (Phasar Edizioni, 2026). Professore di Architettura Sociale e Antropologia dello Spazio all’Università di Firenze e Rettore di Unicollege, è stato per 25 anni dirigente del Dipartimento Istruzione e Cultura della Regione Toscana ed è responsabile della ricerca alla Florence University of the Arts – American University in Florence. Al centro del suo intervento sarà la domanda su come l’IA generativa possa modificare non soltanto gli strumenti dell’apprendimento, ma i processi attraverso cui il sapere viene prodotto, trasmesso e valutato.
Dino Pedreschi, professore ordinario di Informatica all’Università di Pisa e tra i pionieri della Big Data Analytics, porterà nel confronto il tema della trasparenza, della responsabilità e delle regole applicate ai contenuti generati dall’IA. Originario di Castelnuovo di Garfagnana, è tra i sei Vice-Chair del gruppo di lavoro europeo impegnato nello sviluppo del “Code of Practice on transparency of AI-generated content” nell’ambito dell’AI Act. Il suo contributo consentirà quindi di collegare la ricerca sull’intelligenza artificiale alle scelte normative con cui l’Europa sta cercando di governarne gli effetti.
Il punto di vista dell’informazione sarà affidato ad Anna Benedetto, presidente del Circolo della Stampa di Lucca, e ad Andrea Cosimini, direttore responsabile de La Gazzetta del Serchio. La loro esperienza porterà la discussione dentro le redazioni, dove l’IA sta già modificando tempi, strumenti e modalità del lavoro giornalistico e rende più urgenti questioni che riguardano la verifica delle fonti, la responsabilità editoriale, l’autonomia professionale e la credibilità delle notizie.
Nel corso dell’incontro sarà inoltre presentata la tesi di Danilo Iavazzo, neolaureato in Scienze umanistiche per la comunicazione all’Università di Firenze, dal titolo “Giornalismo automatizzato e credibilità dell’informazione: analisi dell’impatto dei nuovi strumenti AI e studio dei cambiamenti professionali nelle redazioni”. La ricerca affronta opportunità e rischi dell’intelligenza artificiale nell’informazione, con particolare attenzione alla credibilità delle notizie, al fact-checking, alle fake news e alle trasformazioni professionali, e comprende un’indagine sul campo condotta anche nelle redazioni della stampa locale.
Il valore dell’appuntamento sta nell’incrocio fra questi diversi livelli: ricerca scientifica, formazione, regolazione e pratica professionale. Portare questo confronto a Camporgiano significa inoltre sottrarre un tema decisivo alla sola dimensione dei grandi centri e degli specialisti. La trasformazione prodotta dall’intelligenza artificiale riguarda anche i territori e le comunità locali: la qualità della formazione, l’accesso alla conoscenza, la tenuta dell’informazione di prossimità e, più in generale, la possibilità per i cittadini di orientarsi criticamente in un ambiente comunicativo sempre più popolato da contenuti generati artificialmente.
La domanda che attraverserà il pomeriggio non sarà quindi soltanto come utilizzare meglio l’intelligenza artificiale, ma quale rapporto vogliamo costruire con sistemi ai quali affidiamo una parte crescente della produzione e dell’organizzazione della conoscenza. È su questo terreno che diventano decisive la capacità critica, la trasparenza, la verifica e la responsabilità umana: non come residui di un mondo precedente all’IA, ma come condizioni per governarne consapevolmente le possibilità.