C’è sempre qualcosa che non si vede. Nell’arte come nel vino, nell’affinamento come nel tempo.
Gli affreschi di Benozzo Gozzoli raccontano storie luminose, processioni, volti, dettagli che attraversano i secoli. La pittura di Jan van Eyck custodisce una luce silenziosa, capace di rendere eterno anche il più piccolo riflesso. Eppure ciò che sostiene quelle immagini è invisibile: la stratificazione, l’attesa, il lavoro nascosto che precede ogni rivelazione.
Anche nel vino accade lo stesso. La verticale racconta ciò che gli anni hanno trasformato, annata dopo annata, come un pellegrinaggio nella memoria.
Nel formaggio, l’affinamento custodisce nell’ombra ciò che si rivelerà solo al taglio, nella consistenza, nel profumo, nella profondità.
Il Duca Frate, nella mia ricerca, è figura genealogica di questo passaggio: opulenza ed equilibrio. Opulenza come ricchezza di potere. Equilibrio come misura raggiunta attraverso il tempo.
Da Benozzo a Talada, via Van Eyck, il cammino non è soltanto artistico. È un itinerario dell’anima, un attraversamento tra visibile e invisibile.
Questo anno celebrativo per San Francesco, Borghi Narranti è un cammino tracciato dal Duca Frate, dove si respira opulenza ed equilibrio, due aspetti che vivono ed emergono oggi.
Con questo vi invito a entrare nel viaggio. A viverlo in Via Farini, degustando e scoprendo la dualità del calice con i suoi abbinamenti, ricercati, studiati, narrati
Oppure a percorrerlo in cammino: visitando la cantina di Arnaldo Caprai a Montefalco , poco distante da Assisi, il Palazzo Ducale di Lucca, o in bicicletta lungo “L’Eco della Cintola” in Garfagnana.
Perché il senso invisibile non si osserva soltanto. Si vive.