Prendersi cura di sé significa anche comprendere e accogliere le proprie fragilità, imparando a trasformarle in risorse per crescere.
In questo spirito, nella rubrica “Abbi cura di te” incontriamo la dottoressa Sara Gaspari, Psicologa Clinica e della Salute, con una formazione specifica come tutor DSA, BES e ADHD.
La sua esperienza quotidiana la porta a lavorare con bambini e bambine, adolescenti, giovani adulti e genitori, accompagnandoli in percorsi di consapevolezza, sostegno e potenziamento delle proprie capacità.
Nel corso dell’intervista ci racconta come riconoscere i bisogni psicologici ed educativi, e quali strumenti concreti possono aiutare a vivere con maggiore serenità le sfide della crescita.
Come possiamo aiutare bambini e ragazzi a vivere il rientro a scuola senza ansie eccessive, ma come un’opportunità di crescita?
“Innanzitutto, è importante ricordare che se i genitori (o gli adulti vicini) si mostreranno avviliti e affranti per la fine delle vacanze, inevitabilmente anche i figli lo saranno. Per questo motivo, noi adulti, per primi, dobbiamo cercare di essere più entusiasti. Ai bambini si possono proporre semplici attività preparatorie, come: preparare insieme la cartella, scegliere gli abiti per il primo giorno, cercare nuovi articoli di cancelleria. Con i più piccoli si può anche realizzare un “calendario del conto alla rovescia”, una “colazione speciale del campione” o una “filastrocca” da recitare durante il tragitto verso la scuola. Questi piccoli rituali creativi aiutano a vivere il cambiamento con gioia, trasformando il rientro in un’avventura e un’opportunità di crescita, piuttosto che in un obbligo”.
Quali segnali potrebbero notare genitori e insegnanti per capire se un bambino sta vivendo male il ritorno a scuola?
“Genitori e insegnanti dovrebbero prestare attenzione a cambiamenti comportamentali e fisici, come: mal di testa o mal di pancia ricorrenti, ansia, irritabilità, tristezza, disturbi del sonno, calo del rendimento scolastico, isolamento sociale o rifiuto di andare a scuola. Altri segnali possono includere regressioni a comportamenti infantili (come l’enuresi notturna non giustificata dall’età o da altre cause), eccessiva difficoltà nella separazione dai genitori o problemi nelle relazioni con i coetanei”.
In che modo le routine domestiche (sonno, alimentazione, gestione del tempo libero) possono influenzare l’adattamento scolastico?
“La regolarità dei ritmi di vita è fondamentale, ma durante l’estate spesso viene meno a causa di vacanze, gite, eventi. Per questo, soprattutto nei giorni che precedono l’inizio della scuola, è utile riadattare gradualmente orari e abitudini quotidiane, così da rendere la sveglia del primo giorno meno traumatica possibile. È importante anche offrire ai figli un’alimentazione equilibrata, lasciandosi alle spalle gli eccessi delle vacanze. Inoltre, è essenziale regolare l’uso dei dispositivi elettronici: soprattutto nelle ore serali, andrebbero evitati videogiochi, tablet, computer e televisione, che possono provocare agitazione e alterare i ritmi del sonno. Ricordiamoci che il miglior antidoto alla tecnologia sono le esperienze concrete, relazionali e di intrattenimento. Infine, non dimentichiamo che anche durante l’inverno i ragazzi hanno bisogno di momenti “vuoti”, di pausa, per recuperare energie e dedicarsi al gioco e allo svago: questo favorisce non solo il benessere generale, ma anche il rendimento scolastico”.
Quali strategie pratiche possono adottare gli insegnanti per accogliere gli studenti e creare un clima di classe sereno, soprattutto nei primi giorni?
“Per creare un clima sereno fin dai primi giorni, gli insegnanti dovrebbero puntare su un ambiente sicuro e inclusivo, favorire la collaborazione e la comunicazione, proporre attività interattive e “rompighiaccio”, offrire feedback positivi e praticare l’ascolto attivo. È importante valorizzare l’empatia e il contributo individuale di ogni studente, rendendoli protagonisti del loro apprendimento. Un ruolo fondamentale lo gioca la costruzione del gruppo classe: è utile stabilire regole condivise e chiare, così da favorire un’atmosfera accogliente e una comunicazione aperta anche a livello emotivo”.
Cosa può fare un genitore per trasmettere fiducia e motivazione a un figlio che mostra resistenza o poca voglia di tornare sui banchi?
“I genitori dovrebbero adottare un atteggiamento positivo, che trasmetta entusiasmo e curiosità. Questo può aiutare il bambino a ritrovare la voglia di rivedere compagni e insegnanti, guardando alla scuola in modo più sereno. È altrettanto importante stabilire, fin dall’inizio, regole chiare e condivise per la gestione della quotidianità e dei compiti a casa. Queste regole, al pari della tenerezza e del calore familiare, forniscono ai bambini strumenti concreti per affrontare le difficoltà. La famiglia ha un ruolo centrale nel percorso scolastico: è fondamentale offrire sostegno emotivo nei momenti di fatica, mostrare comprensione e aiutare i figli a sviluppare senso di responsabilità e autonomia”.
Le parole della dottoressa Sara Gaspari ci ricordano che il benessere psicologico non è un traguardo individuale, ma un cammino che coinvolge famiglie, scuole e comunità. Bambini, ragazzi e genitori non hanno bisogno di ricette perfette, ma di ascolto, comprensione e strategie personalizzate che restituiscano fiducia nelle proprie possibilità.
Coltivare queste risorse, con il supporto di professionisti competenti, significa davvero prendersi cura di sé e degli altri: il cuore stesso della nostra rubrica.