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Redazione
ANNO XIVmercoledì 9 Settembre 2026
radici e orizzonti

Con La Gazzetta del Serchio al Tavolo Tecnico del Turismo delle Radici della Farnesina

Questa mattina ho preso parte alla riunione del Tavolo tecnico dedicato al Turismo delle Radici, convocato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale su invito della Direzione Generale per i Servizi ai Cittadini all’Estero e le Politiche Migratorie. Un appuntamento prezioso, che riunisce istituzioni, studiosi, associazioni e realtà territoriali impegnate nel valorizzare la memoria dell’emigrazione italiana e nel costruire nuove forme di relazione con i discendenti nel mondo.

La riunione ha rappresentato anche un momento di bilancio del progetto nazionale, che si avvia alla conclusione formale il prossimo 30 giugno. Per me è stata l’occasione per lasciare un messaggio sul percorso avviato in Valle del Serchio, un lavoro che negli ultimi anni ha preso forma attraverso iniziative, collaborazioni e un crescente coinvolgimento della comunità.

Il mio impegno nasce con la costituzione del Gruppo Genealogico Valle del Serchio, creato per offrire strumenti, metodi e occasioni di incontro a chi desidera ricostruire la propria storia familiare. Qui la genealogia non è soltanto ricerca d’archivio: è un modo per ritrovare fili dispersi, comprendere le partenze, riconnettere generazioni lontane e restituire voce a chi ha attraversato oceani e destini.

Da questo lavoro è nata la rubrica “Radici e Orizzonti”, idea felicissima del direttore Andrea Cosimini e accolta con entusiasmo dalla comunità. La rubrica raccoglie storie di emigrazione, testimonianze familiari, racconti dei discendenti e approfondimenti sulle nuove forme di mobilità contemporanea. Un laboratorio vivo, dove la memoria diventa dialogo e progetto. Proprio grazie a questa esperienza si è attivata una collaborazione con la Fondazione Cresci di Lucca, uno dei principali centri italiani dedicati allo studio dell’emigrazione: una sinergia che permette di ampliare le fonti, rafforzare la documentazione storica e offrire ai discendenti all’estero un accesso più ricco e strutturato alla storia delle loro famiglie.

In sintonia con gli obiettivi del progetto ministeriale, ho ritenuto fondamentale coinvolgere anche le nuove generazioni. Insieme all’Istituto Storico Lucchese – sezione di Gallicano, ho promosso un momento formativo per la scuola secondaria di primo grado, dedicato alla storia dell’emigrazione locale. Attraverso documenti, passaporti, mappe, lettere e testimonianze, gli studenti hanno scoperto come la storia delle loro famiglie si intrecci con quella della Valle e del mondo. A questo si è aggiunto, in questa stagione, l’incontro con Unitre Barga, dove ho tenuto una relazione dal titolo “Quale filosofia per la genealogia? Il caso del medico garfagnino alla corte di Polonia”, un’occasione per riflettere sul valore culturale e umano della ricerca genealogica.

Tra le iniziative più significative desidero ricordare l’evento organizzato nel piccolo borgo di Vibbiana, il 1° agosto 2025: una serata dedicata alle storie di emigrazione, accompagnata da immagini d’epoca, testimonianze raccolte nel territorio e momenti musicali che hanno dato voce alle emozioni delle famiglie. Un incontro semplice ma profondamente partecipato, in cui il paese ha ritrovato la propria memoria collettiva e l’ha condivisa con chi, da lontano, continua a sentirsi parte di questa terra.

La riunione di oggi al Tavolo tecnico conferma che il Turismo delle Radici non è soltanto un progetto istituzionale: è un movimento culturale che cresce grazie alle persone, alle famiglie, ai ricercatori, ai discendenti che cercano un legame, un volto, un luogo.

Il lavoro che porto avanti nella Valle del Serchio – tra genealogia, formazione, divulgazione e collaborazione istituzionale – vuole contribuire proprio a questo: trasformare la memoria dell’emigrazione in un ponte vivo tra passato e futuro, tra chi è partito e chi oggi torna a cercare le proprie origini.

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